Il caso letterario: Klausener Strasse

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Klausener Strasse. 1970: caccia al cadavere di Hitler, il diario segreto del Kgb
La vera storia di un gruppo di spie sovietiche chiamate, nel 1970, a cercare e distruggere il cadavere di Hitler e di altri gerarchi del nazismo

 

«È una storia vera, documentata, che Giovanni Mari, giornalista del ‘Secolo XIX’, racconta in un romanzo storico con “Klausener Strasse”, che prende il nome dalla strada della sepoltura. Klausener Strasse racconta i dettagli della missione: dalla preparazione (tra i verbali delle autopsie e la lettura delle mappe segrete) alla composizione del piano (con lo studio di sistemi di copertura e travestimenti), dalla scelta degli uomini (che devono giurare massimo riserbo e mostrare totale fedeltà all’Urss) alle sbavature operative (compreso un grossolano errore umano).»

(Huffington Post)

 

«Attorno alla morte di Adolf Hitler ed in particolare al suo cadavere, sono ancora in circolazione diverse teorie del complotto. Il Führer morì il 30 aprile 1945 quando si suicidò sparandosi un colpo di pistola alla testa, dopo aver ingerito una capsula di cianuro. I suoi resti e quelli della moglie Eva Braun furono portati fuori dal bunker berlinese, cosparsi di benzina e dati alle fiamme. Secondo alcuni documenti, i loro resti furono poi recuperati e sepolti in altri luoghi. Nel 1970 però, furono esumati, cremati e le loro ceneri disperse. A compiere tale missione, tra il 4 ed il 5 aprile, furono cinque uomini: tre russi, agenti speciali del Kgb e due tedeschi fedeli all’Urss chiamati a fare il lavoro sporco, ovvero vangare.»

(il Sussidiario)

 

«Luoghi, personaggi, oggetti, vestititi strappati e impronte dentarie s'intrecciano in un rapido sorvolo sul passaggio più delicato del Secolo Breve: il Vietnam e la Guerra Fredda, la fine dei Beatles e il primo Concorde. I protagonisti sono prigionieri del passato e della palude comunista, ma tornano al presente grazie ai loro vizi, alle loro leggerezze. Tutto si consuma su una gelida distesa tedesca, in un precipizio nella Storia senza possibilità di ritorno.»

(Ansa)

 


 

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