Ti parlo di noi

Collana:
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Formato: 14 x 21 cm
Pagine: 208 + Cop. in brossura con bandelle
Edizione: Maggio 2018
Lingua: Italiano
ISBN: 978-88-3324-044-2
Autore: Barducci Sergio
Voti:

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Libro cartaceo
12,00
10,20 €
Tag:
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TRAMA
Con la prefazione di Vittorino Andreoli

Ti parlo di noi è il racconto di una storia vera, di una vicenda dolorosa che ha attraversato una famiglia ma che, in un periodo drammatico per una intera generazione, ha cambiato il corso degli eventi e tolto serenità a tante famiglie italiane.
È la storia umana di una famiglia per bene e che, in particolare, coinvolge due fratelli. Il più piccolo vittima della droga e della dipendenza, il maggiore impegnato a proteggerlo da quel “dolore evitabile”.
Una sorta di lettera aperta, rivolta al fratello minore, in cui si ripercorre un percorso tortuoso e
complicato e in cui si raccontano anche le cose accadute dopo di lui.
Un racconto che fotografa anche l’atmosfera di quegli anni, in cui le droghe dilagavano con un’impressionante facilità. Anni di quella che oggi viene definita una “generazione scomparsa”. Studenti, adolescenti, operai, impiegati, nessuno sembrava immune dal consumo di sostanze che diventavano sempre più letali. Anni in cui migliaia di persone contrassero un nuovo e devastante virus, l’Hiv che causava l’Aids, la peste del ventesimo secolo. Anni segnati soprattutto dall’impotenza di fronte a un fenomeno, gestito molto lucrosamente da organizzazioni criminali, che ha fiaccato l’intera società colpendo la sua parte più sana e vigorosa: i giovani.

«A dare valore a questo libro – scrive nella toccante prefazione il professor Vittorino Andreoli,
psichiatra di fama mondiale – sono la delicatezza, la partecipazione, i vissuti dell’autore che con una scrittura efficace dà l’immagine triste di che cosa sia la droga nella vita di un ragazzo e della sua famiglia. Non vi è mai rabbia, ma sgomento, timore, partecipazione. Ti parlo di noi – continua il prof. Andreoli – esce in un clima di totale disattenzione al tema della dipendenza chimica. Ha preso il campo un’altra importante dipendenza che è quella dai mondi digitali, da Internet… Una storia – conclude – che andava raccontata perché il dolore non si deve nascondere mai, qualsiasi sia la fonte da cui esce.»
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