WOLFANGO LE QUATTRO STAGIONI. Concerto per frutta e verdura

Collana: Cataloghi d'arte
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A cura di Alighiera Peretti Poggi
Formato: 24 x 28 cm
Pagine: 48 + Cop. in brossura
Edizione: Novembre 2016
Lingua: Italiano
Illustrazioni: a colori
ISBN: 978-88-7381-905-9
Autore: Wolfango
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20,00
17,00 €
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TRAMA

«Nel 1993 mio padre Wolfango, su commissione di un professionista bolognese, che desiderava adornare il proprio studio, realizzò quattro grandi tondi intitolati Le quattro stagioni, raffiguranti fiori, frutta, verdura e piccoli insetti. Recentemente queste opere, inedite, sono rientrate in mio possesso e possono finalmente essere presentate al pubblico in una mostra, da me curata, che si terrà nel Palazzo Comunale ove da anni è ospitato, presso la Sala Stampa, il suo grande dipinto dal titolo Il cassetto. Quest’anno mio padre ha compiuto 90 anni ed è stato festeggiato da amici ed estimatori in varie occasioni, anche ufficiali. Quale migliore opportunità, quindi, per rendere omaggio al mio grande papà?»

Alighiera

 

Wolfango (Peretti Poggi) è nato a Bologna nel 1926. Qui lavora e vive con la famiglia. Dotato di forte innatismo è stato educato all’apprendimento del linguaggio dei segni e dei colori da uno zio pittore, Giuseppe Mazzotti. Si è diplomato al liceo Galvani e poi è stato iscritto per alcuni anni alla facoltà di Medicina, riducendo tuttavia tale impegno soltanto allo studio dei saperi anatomici relativi alle arti figurative. La vocazione lo riporta alla pittura; e, mentre ricerca la sua personale definizione stilistica, si applica all’illustrazione di libri, firmando con vari pseudonimi. Tra i lavori più importanti: una Divina Commedia, in tre volumi, con cento tavole a colori, 1972; quindi un Pinocchio, 1980; Gesù oggi di E. Radius, 1966 (1° Premio Fiera del Libro di Bologna); Donne del Risorgimento di O. Visentini, 1960; Il Giorno e le Odi, 1985; Storia di Re Enzo di M. Marchesini, 2007; Alice nel paese delle meraviglie, 2012; I Cappuccetto Rosso, 2015; I Pollicino, 2016. Notoriamente assenteista, Wolfango, lontano dal cosiddetto sistema dell’arte, tutto “rumore e furia”, ha esposto e ha cominciato a vendere quadri e disegni soltanto nel 1986. Alcune sue opere sono esposte in altrettanti edifici importanti cittadini, come La cassetta dei rifiuti nell’ex Chiesa di Santa Lucia, Resurgo nella Chiesa di San Giovanni in Monte, Il cassetto in Palazzo d’Accursio; Lo scatolone dei giocattoli e Lo scatolone della spesa sono conservati negli spazi museali di Genus Bononiae a Bologna. Suoi quadri e disegni si trovano in collezioni private. Sul piano critico-estetico si sono interessati a Wolfango, oltre a Eugenio Riccòmini, Federico Zeri, Vittorio Sgarbi, Guido Armellini, Adriano Sofri, Antonio Faeti, Graziano Campanini, Matteo Marchesini, Claudio Cerritelli, Philippe Daverio e Giorgio Soavi.

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