Ciclomotori italiani. Storie di grandi uomini e piccoli motori

Collana: Storia
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Formato: 24 x 28 cm
Pagine: 176 + Cop. in brossura con bandelle
Edizione: Aprile 2009 (LIBRO NON PIÙ DISPONIBILE)
Lingua: Italiano
Illustrazioni: 200 b/n e a colori
ISBN: 978-88-7381-253-1
Autore: Sgarzi Roberto
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Libro cartaceo
25,00
21,25 €
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TRAMA

LIBRO NON PIÙ DISPONIBILE

In principio fu la bicicletta.
Sì, in principio fu la bicicletta ad assicurare agli uomini la possibilità di locomozione.
Nei paesi più avanzati l’alba del secolo vide trasformazioni gigantesche. Moltitudini di uomini ogni giorno si trasferivano sui posti di lavoro. L’automobile era un raro oggetto di proprietà, e la motocicletta un bene riservato ad alcuni audaci rompicollo. Era la bicicletta che consentiva alla gente comune di raggiungere la fabbrica, gli uffici, o i campi, anche se lontani e disagevoli. Immaginiamo queste persone, spesso malnutrite, in condizioni igieniche precarie, dopo una giornata di lavoro arrancare verso le loro case e le loro famiglie su traballanti velocipedi; spesso di notte o sotto la pioggia, in salita. Naturale, quindi, che la fervida fantasia dei costruttori dell’epoca immaginasse un piccolo motore accessorio, da montare sulle biciclette di quelle autentiche moltitudini. Motore che avrebbe potuto azzerare lo sforzo e diminuire drasticamente il tempo di percorrenza. I progetti furono infiniti, per originalità e numero, ma i risultati non esaltanti. Per i primi successi bisognerà attendere il dopoguerra.
Scorrono così davanti ai nostri occhi alcuni tra i più famosi ciclomotori italiani: Cucciolo Ducati, Mosquito Garelli, Motom, Malaguti, MotoMorini, Moto Demm, Moto Minarelli, Iso, Malanca. Al ricordo dei tempi passati il libro sposa un’attenta analisi del fenomeno ciclomotori mettendone in luce, grazie a schede molto particolareggiate, tutte le pregevolezze tecniche indispensabili per una piena valutazione dei pezzi che si possono reperire girando per i mercatini specializzati.
Il libro va dunque visto anche come una guida all’acquisto ed alla “monetizzazione” di quanto scorre sotto gli occhi degli appassionati che si avventurano nei padiglioni delle Fiere di Padova e di Reggio Emilia o lungo il tracciato del Santerno, sede della fiera-mercato organizzata dal Crame di Imola. Limitarlo agli spazi tecnici sarebbe riduttivo, merita al contrario uno sconfinamento sociale e storico che va a merito dell’autore. Un volume che farà la gioia, in particolare, degli appassionati bolognesi di ciclomotori perchè fotografa la superiorità di Bologna nel campo della meccanica motoristica e di precisione. 

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