L'intelligenza della passione. Scritti per Andrea Emiliani

Collana: Saggi d'arte
2-3d.gif
A cura di Michela Scolaro e Francesco P. Di Teodoro
Formato: 21,5 x 28,5 cm
Pagine: 728 + Copertina cartonata in plancia
Edizione: Novembre 2001
Lingua: Italiano
Illustrazioni: 270 b/n e 62 a colori
ISBN: 978-88-7381-024-1
Voti:

Carrello

Libro cartaceo
62,00
52,70 €
Tag:
1 1 1 1 1 1 1 1 1 1

TRAMA
L’Intelligenza della passione è un volume di scritti dedicati ad Andrea Emiliani da un gruppo di suoi amici. Costruito dunque senza intenzioni celebrative o accademiche o istituzionali, presume soltanto un’aggregazione di sodali e si configura come un florilegio De amicitia. I numerosi contributi che compongono questo “regalo di compleanno”, presentato dalle affettuose pagine di Sir Denis Mahon, cui si affiancano quelle di Aristide Canosani, Presidente di Rolo Banca 1473, sono inediti e spesso preziosi. Capaci di delineare un esaustivo quadro culturale interdisciplinare con un ampio ventaglio di indagini, che avanzano nuovi modi di studio e liberano suggestioni atte ad indurre ulteriori ricerche. Dalla sottile analisi di Ezio Raimondi sul Justi alla Dama in nero di Barocci indagata da Michel Laclotte, alla pubblicazione, da parte di Pierre Rosenberg, dei disegni di David realizzati dall’artista durante e dopo la sua visita a Bologna, sull’impressione dei dipinti famosi bolognesi, dei Carracci, di Tiarini, di Cavedone, di Domenichino, di Reni. Un veridico e commosso ritratto di Modigliani esce dalle pagine di Renzo Zorzi, una serie di nuovi dipinti di Bernardo Cavallino sono illustrati da par suo da Nicola Spinosa, una disamina minuziosa di Michela Scolaro illumina ancor più l’esaltante Stanza della Segnatura di Raffaello, Francesco P. Di Teodoro verifica sapientemente una probabile fonte per il tempio malatestiano di Leon Battista Alberti. Luigi Ficacci e Massimo Montella si occupano, secondo ottiche diverse, della politica dei beni culturali e della conservazione negli ultimi trent’anni del Novecento, come di musei, della loro formazione e del loro ordinamento, fra Sette e Ottocento, si interessano Orietta Rossi Pinelli e Susanne Meyer; Krzysztof Pomian osserva il rapporto fra il museo d’arte e la Storia, Edouard Pommier traccia un acuto percorso della genesi dell’immagine della Pittura nel Rinascimento e Valter Curzi sposta l’attenzione sulla cultura della tutela a Roma durante la Restaurazione. Fausto Testa delucida ulteriormente Winckelmann e Sandro Scarrocchia esamina Alois Riegl. Giorgio Cerboni Baiardi porta alla luce un poemetto di Giannandrea Lazzarini, Giorgio Cusatelli informa sul viaggio italiano di Ludwig Grimm e il suo incontro con Goethe, Gianni Venturi chiarisce il parallelo Ariosto-Dosso. Sylvie Béguin propone due disegni di Nicolò dell’Abate e Catherine Monbeig Goguel offre nuovi modelli di Bronzino. Dominique Cordellier istituisce un parallelo tra Francia e Italia con i disegni di Ambroise Dubois e le opere di Mirola e di Bertoja. Franco Farinelli scrive un brillante saggio su Bologna, le cose e gli uomini e Paola Barocchi su Ulisse Aldrovandi. Due progetti bolognesi di restauro urbano sono ricordati da Pierluigi Cervellati. Ai modelli marsiliani dell’Accademia Clementina presta attenzione Maria Luigia Pagliani e Angelo Mazza analizza esaurientemente la tutela nel Settecento, con il ripristino dell’affresco di Ludovico Carracci nell’Oratorio dei Filippini e l’“aggiunta” di Donato Creti. Evelina Borea disegna un veridico ritratto della pratica incisoria a Bologna nel Settecento. La naturale adesione ai canoni del teatro classico della pittura bolognese, fino alle opere esemplari di Guido, è indagata da Franca Varignana. Bruno Toscano pubblica un dipinto di Guercino per Nonantola, finora considerato perduto. Anna Baiardi e Marina Cellini porgono alla conoscenza nuovi disegni di artisti di ambito marchigiano, ai pittori della stessa terra si rivolge Anna Maria Ambrosini, mentre Pier Giorgio Pasini esplora quelli “minori” di sangue romagnolo. Pierluigi De Vecchi segue a Parigi le “fanciulle dormienti” di Giovanni Carnovali detto il Piccio. Raffaella Morselli recupera opere famose bolognesi della collezione Gonzaga, oggetto quest’ultima di una prossima esposizione mantovana; e torna a Napoli Valter Pinto con una descrizione di Bernardo Tasso. Delle diverse forme artistiche contemporanee e dei legami con la letteratura coeva si interessa Maria Perosino. Marco Chiarini indica una possibile attribuzione a Guido Reni e Maurizio Fagiolo dell’Arco presenta un dipinto di Gian Lorenzo Bernini documentato dalle fonti. Giovanna Perini illustra disegni di Reynolds collegati a Barocci e Elisa Debenedetti esamina Albani e Canova. Paola Pallottino richiama con la consueta vivace abilità la favola della Volpe e della Cicogna, allineando antiche e più recenti illustrazioni. Fino a pagine amicali che rimandano ad imprese culturali legate direttamente a Emiliani, come quelle di Giovanni Romano, Antonio Paolucci, di Graziano Campanini, di Vittorio Emiliani, di Ottorino Nonfarmale, quelle belle e sentite di Eleonora Bairati, ‘rileggendo Andrea’, fino agli auguri calorosi di Walter Veltroni. A cura di Michela Scolaro e di Francesco P. Di Teodoro, il volume si svolge su oltre 700 pagine, con circa 300 illustrazioni in b/n e un repertorio a colori.
COMMENTI

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


CONDIVIDI la pagina

Della stessa collana

Informazioni aggiuntive

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella Policy Cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Policy Cookies. Cliccando su Attiva Cookies, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più sui cookies che utilizziamo leggi le nostre policy cookies.

Accetto i cookies da questo sito.