La storia delle arti del disegno (1798-1820) di Johann Dominicus Fiorillo

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Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 360 + Copertina in brossura
Edizione: Novembre 2001
Lingua: Italiano
ISBN: 987-88-7381-021-7
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Libro cartaceo
43,90
37,32 €
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TRAMA
“Quanti, tra chi studia la cultura visiva a cavallo tra Sette e Ottocento, si sono imbattuti nel nome di Johann Dominicus Fiorillo e nella sua Geschichte der zeichnenden Künste [Storia delle arti del disegno]? Certamente molti eppure pochi hanno avuto l’occasione di utilizzare quell’opera, vuoi perché i numerosi volumi sono difficilmente reperibili, vuoi perché non sono mai stati tradotti in italiano”. Così Orietta Rossi Pinelli nella sua presentazione introduce un primo elemento di interesse del volume di Susanne Adina Meyer: aver messo a disposizione degli studiosi italiani un’antologia di scritti dello storico dell’arte tedesco, tradotti e commentati criticamente. Nel denso saggio introduttivo Meyer traccia un’esauriente sintesi della biografia umana di Fiorillo (Amburgo 1748 – Göttingen 1821) e soprattutto ne delinea con originalità il percorso intellettuale, a partire dalle radici italiane, legate non solo alle sue origini familiari (il padre era un musicista napoletano) ma anche agli anni di formazione artistica a Roma, nello studio di Pompeo Batoni, e a Bologna, dove frequentò l’Accademia Clementina e lo studio di Carlo Bianconi, fino ai lunghi anni della sua attività in Germania, in particolare all’università di Göttingen, culla dell’Illuminismo tedesco. Qui iniziò a lavorare come “maestro di disegno” per poi diventare professore, anche grazie al sostegno dell’amico e collega Christian Gottlob Heyne, filologo e storico dell’antichità. Il corso svolto da Fiorillo sulla storia dell’arte post-antica segna l’ingresso della Storia dell’Arte tra le discipline universitarie in Germania. Tra i suoi allievi figuravano futuri letterati di primo piano del Romanticismo tedesco come W. H. Wackenroder, L. Tieck, C. F. von Rumohr, A.W. Schlegel. Tra il 1798 e il 1808 Fiorillo pubblica la Geschichte der zeichnenden Künste [Storia delle arti del disegno], in cinque volumi (i primi due dedicati all’arte italiana; seguono i volumi sull’arte francese, spagnola e inglese), e tra il 1815 e il 1820 la Geschichte der zeichnenden Künste in Deutschland und den vereinigten Niederlanden [Storia delle arti del disegno in Germania e nei Paesi Bassi], in quattro volumi. Si tratta dunque complessivamente della prima storia dell’arte europea dalla fine dell’antichità fino al primo Ottocento. Di questa opera monumentale, e troppo a lungo dimenticata o sottovalutata dagli storici, l’autrice, nella seconda parte del suo saggio, individua gli elementi di continuità e di contiguità con la grande tradizione della letteratura storico-artistica italiana, da Vasari a Lanzi. Inoltre sono analizzati gli elementi di novità, legati allo storicismo della scuola di Göttingen, che ne fanno un decisivo momento di transizione – leggibile proprio nelle sue incertezze e ambiguità – tra l’erudizione settecentesca e la Storia dell’arte scientifica dell’Ottocento. Vengono discusse anche le complesse ragioni culturali del lungo e particolare oblìo in cui è caduta l’opera di Fiorillo che, come ebbe a dire J. Schlosser Magnino nel 1924, fu per le successive generazioni di studiosi “una vera miniera assai spesso saccheggiata in silenzio”. L’antologia di brani proposta nel volume offre un ampio spettro dei temi trattati nella Geschichte, fornendo strumenti critici e sollecitazioni utili anche per chi volesse ulteriormente approfondire la conoscenza dell’opera fiorilliana. Essa comprende quattro sezioni: problemi di metodo, con brani a carattere metodologico; la suddivisione della storia dell’arte: epoche, scuole, e nazioni, che comprende anche il programma del corso di Fiorillo su “Storia e teoria delle arti figurative”; biografie di pittori del Rinascimento (Raffaello, Michelangelo, Dürer); infine, Fiorillo e l’arte coeva, in cui sono forniti notizie e giudizi su Mengs e Batoni, sull’Accademia Clementina Bolognese, su David e la nuova scuola francese e che termina con le posizioni polemiche espresse da Fiorillo nei confronti dei Nazareni. Il volume si conclude con un elenco delle oltre duecento opere recensite da Fiorillo per le “Göttingschen gelehrten Anzeigen”, la prestigiosa rivista pubblicata dall’Università di Göttingen.
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