Più antichi della luna. Studi di J.J. Winckelmann e A.Ch. Quatremère De Quincy

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A cura di Michela Scolaro
Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 320 + Copertina in brossura
Edizione: Maggio 2000
Lingua: Italiano
Illustrazioni: 12 B/N
ISBN: 987-88-7381-008-X
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TRAMA
Il volume raccoglie una serie di saggi, tradotti in italiano, che Edouard Pommier, archivista, paleografo e oggi ispettore dei Musées de France, ha pubblicato tra il 1989 e il 1996 sotto forma di articoli o di studi monografici. Il lavoro di Pommier intende sottoporre all’attenzione del lettore alcuni nodi concettuali problematici, ancora oggi attuali, che Winckelmann e Quatremère de Quincy - due figure di decisiva importanza per la storia dell’arte - hanno affrontato e cercato di sciogliere nel corso della loro pratica intellettuale; in particolare, si tratta dei problemi relativi a una corretta definizione dell’arte classica, al tempo e quindi al passato, alla memoria, al museo; di quelli connessi alla creatività dell’espressione artistica e alla sua vicenda, al concetto del bello, alla realtà e all’ideale; di quelli, infine, legati all’utilizzo e alla finalità delle opere d’arte. Le pagine prendono immediatamente il lettore per la loro scorrevolezza, guidandolo con straordinaria finezza - tinta a volte da lieve ironia - attraverso un periodo storico tanto contraddittorio quanto affascinante: il secolo dei Lumi e della Rivoluzione francese. Uno dei capitoli più stimolanti è proprio quello riguardante la ricezione di Winckelmann nella Francia rivoluzionaria: qui l’intuizione dell’arte greca come prodotto della libertà politica viene assolutizzata, ipersemplificata, e si perverte diventando fondamento di una macchina perfetta e irrefrenabile per giustificare i sequestri d’arte in tutta Europa. E’ questo il saggio che costituisce il ponte con gli studi su Quatremère de Quincy, il più originale inteprete di Winckelmann, autore delle Lettres a Miranda, la più lucida e audace opposizione alle requisizioni artistiche del Direttorio e alla creazione del grande Louvre rivoluzionario. Cogliendo opportunamente le analogie fra il modo di operare di Winckelmann e quello di Quatremère, Edouard Pommier analizza le diverse peripezie di quell’importante polemica nata attorno alla questione del patrimonio artistico e sollecitata dall’inquietante sfida culturale lanciata alla storia dall’ideologia rivoluzionaria. Le risposte che Pommier sapientemente fornisce al riguardo suonano però non come conclusione di una discussione, ma come richiesta di proseguimento di un dibattito che ancor oggi è di pregnante attualità. 
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